Spiaggia libera di Quinto, la protesta dei bagnanti: “La sabbia dei ripascimenti puzza”
Sono cominciati i ripascimenti alla spiaggia libera di Quinto e gli utenti dell’arenile pubblico sono su tutte le furie. Dicono che le pietre scaricate sulla spiaggia per il ripascimento puzzano e che non si può stendere l’asciugamano per terra perché l’odore si percepisce ancora più forte. Al di là del tardivo ripascimento, del quale l’assessore competente Italo Porcile aveva già dato spiegazione in consiglio comunale, un nuovo problema per chi non può o non vuole usufruire dei servizi a pagamento degli stabilimenti balneari.
<Quel che si investe sulle spiagge – aveva risposto qualche giorno fa Porcile a un’interpellanza di Mario Baroni – sono soldi ben spesi per consentire ogni anno l’apertura della stagione. Il programma è definito da marzo e gli interventi sono avviati. Siamo in ritardo su corso Italia perché attendiamo l’autorizzazione di Arpal rispetto all’utilizzo del materiale>. Il tempo è arrivato, finalmente, ma il risultato non è gradito ai cittadini.
L’assessore ha spiegato che gli interventi costeranno in totale 143 mila euro, dei quali 100 impegnati dal Comune e 43 dalla Regione. Quest’anno c’è stata la possibilità di utilizzate il materiale raccolto nell’alveo del Bisagno all’altezza di Marassi di dimensione tra i 10 e i 70 millimetri. Prima di versarlo sulle spiagge viene sottoposto a indagini di laboratorio. Che, però, evidemtemente, non ha tenuto conto dell’odore emanato dal materiale che sarà anche sicuro, però puzza. Sulle spiagge viene depositato direttamente dagli autocarri e poi la riprtofilatura viene fatta da un mezzo cingolato. <Per evitare che succeda come lo scorso anno alla spiaggia di Caprafico – ha concluso Porcile – il materiale verrà bagnato e non ci saranno nuvoloni di polvere>. Il materiale che viene riversato in ognuna delle spiagge va da 100 a 300 metri cubi.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.